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La comunicazione silenziosa del corpo parte 1

Aggiornamento: 13 nov 2020


La forma del corpo, la postura i disturbi, e molte problematiche rivelano gli stati d’animo, le convinzioni, i condizionamenti che sono predominanti in noi.

I nostri pensieri, stati d’animo, emozioni, ed anche una determinata postura, sono in grado di influenzare la funzionalità del corpo, fino a generare veri e propri quadri clinici.

I pensieri/emozioni vengono elaborati dal cervello che ha il compito di trasferirli nel corpo. Di conseguenza il linguaggio adottato dai pensieri ed emozioni deve trovare un piano di riconoscimento nel corpo. Ma questo è vero anche al contrario, e cioè una determinata postura deve trovare un piano di riconoscimento anche nei pensieri.

Da questa prospettiva si deduce che le reazioni biochimiche e le trasformazioni organiche si applicano in due sensi: mente-corpo e corpo-mente.

Ad esempio: se ho pensieri inflessibili e convinzioni irremovibili, questa rigidità mentale deve trovare una corrispondenza fisiologica che richiami il concetto di flessibilità/inflessibilità.

Quale sarà quindi il bersaglio fisiologico dell’inflessibilità mentale? Quali sono le strutture che meglio rispondono alla funzione della flessibilità?

Sono naturalmente le zone del corpo più predisposte al piegamento; (Colonna vertebrale, ginocchia e anche).

Occorrerà quindi osservare le problematiche che si presentano anche da questa prospettiva:

Un mal di schiena può sicuramente essere prodotto da uno sforzo, ma sul piano psichico possiamo trovare l’influenza di idee statiche come la severità, l’intransigenza e la fissazione per le regole e le norme, l’essere sempre sulla difensiva.

Queste qualità influenzeranno la/le parti del corpo che hanno la funzione di piegare e flettere.

Naturalmente però la funzione del collo non è identica a quella della zona lombare o delle ginocchia.

Ogni zona corporea assolve richieste differenti, anche se hanno in comune una qualità di base.

Per capire meglio una problematica occorre quindi porre l’attenzione anche sulla sua intima relazione analogica.

Prendiamo ad esempio il mal di schiena; cosa succede quando si ha il mal di schiena? Questo impedisce di piegarsi o rende difficile quel compito. Cosa sta comunicando il corpo visto che non ha parole per esprimersi?

Vediamo meglio da un altro punto di vista: cosa esprime una persona con il mal di schiena? Dice: “Non riesco a piegarmi”.

Ora usando l’analogia bisogna trasferire la stessa affermazione: “Non riesco a piegarmi” anche sul piano mentale.

Non riesco a piegarmi diventerà una denuncia di ciò che avviene anche a livello mentale; e cioè “il non riuscire a piegarsi a livello mentale, perché troppo rigidi nelle proprie convinzioni e condizionamenti”

Il corpo parla attraverso sintomi, atteggiamenti, posture, forme corporee ben precise, che sono la via di comunicazione della coscienza.

Ogni sintomo, atteggiamento, postura, forma corporea è un richiamo all’alienazione dell’uomo dalla propria natura, dal proprio sentiero.

Il corpo continua a comunicare uno stato di coscienza, mentre il suo possessore è spesso ignaro di vivere in un corpo intelligente dotato di un linguaggio simbolico che ha come fine il ripristino dell’armonia.

A volte l’essere umano si rende conto, che esiste una qualche relazione tra ciò che pensa e ciò che sperimenta nel corpo, ma è così preso dai propri impegni e incombenze da non dargli la giusta attenzione e importanza.

Così molti trascorrono la propria vita a dare battaglia a quei sintomi che sembrano i nemici da combattere perché limitano o tolgono libertà e felicità. Ma questi sintomi hanno lo scopo di comunicare qualcosa:

“Un’abitudine errata, un’alimentazione non adeguata, una cura sbagliata, una postura scorretta, ma il più delle volte comunicano la produzione di pensieri inadeguati, e distruttivi”.

Il sintomo/disturbo non è il nemico da combattere e annientare, ma va compreso, perché richiede al possessore di quel corpo una correzione, un riequilibrio. Il sintomo /disturbo non è altro che un allarme che comunica che il vero nemico si nasconde nel malato stesso.

Occorre quindi espandere la propria coscienza e consapevolezza. Questo è il primo passo per ottenere dei risultati sul piano della salute e della crescita personale.

Ma se ci si ferma solo sulla consapevolezza, la guarigione non avverrà, come non avverrà se ci si ferma solo sul piano fisico.

Le informazioni non servono a nulla se non si mettono in pratica


Buona Vita

Vaccari Marco

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