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Le arti della Lunga vita

Aggiornamento: 13 nov 2020


Queste tecniche sembrerebbero a un primo sguardo, solamente movimenti a vuoto che simulano una specie di combattimento contro avversari immaginari. E anche se affascinanti in un primo momento da questi movimenti sinuosi, la maggior parte delle persone, dopo un lavoro superficiale tende ad abbandonare la pratica perché ritenuta un po’ noiosa, e apparentemente sembrerebbe non portare ad alcun risultato.

Ma come per tutte le arti, occorre non fermarsi alla superficie, ma andare in profondità. Infatti la parte che si vede, (quella fisica) è solamente la punta dell’iceberg del lavoro che si andrà a svolgere. Esistono dei livelli di pratica, (e non sto parlando di cinture dalla bianca alla nera). Ma livelli sempre più profondi di lavoro energetico interiore che vanno a stimolare, aumentare e incanalare l’energia vitale del corpo.

Si potrebbe obbiettare che anche dopo una corsa, o dopo una sessione di allenamento di crossfit o altre discipline similari, ci si senta meglio, apparentemente con più energia, più tonici. Ma se vi siete allenati ancora in queste attività che portano l’allenamento all'estremo, avrete notato che il corpo dopo una corsa di x km, o una lezione di crossfit intensa, ci si senta più spossati, e in alcuni casi occorreranno più giorni per riprendersi. Naturalmente si avrà aumentato momentaneamente la forza, la resistenza, il tono muscolare, ma col tempo tutte le attività che portano il corpo agli estremi hanno come conseguenza quella di esaurire l’energia vitale.


Per spiegare quanto appena descritto: Esiste una legge naturale che mostra instancabilmente che se si va ad un estremo si cadrà inevitabilmente per una legge di compensazione all'estremo opposto (un esempio: l’estremo calore “febbre” fa venire freddo, e l’estremo freddo “azoto liquido” brucia la pelle). Così apparentemente il corpo all'esterno sembrerà più forte e resistente, ma all'interno, avrà consumato l’energia vitale degli organi interni, “quell'energia che permette di vivere, più a lungo e più in salute. E se oltre a questo mettiamo anche lo stress giornaliero, e la malattia da prestazione (competizioni di qualsiasi tipo), e i disturbi fisici, l’energia vitale sarà consumata ancora in quantità più elevata.


La pratica del Taijiquan, Qigong, e stili interni, si basa sul rispetto di questa legge naturale (lo Yin e lo Yang), utilizzando il piccolo fare e cioè allenando pertanto il corpo senza esaurire l’energia vitale, anzi cercando di incrementarla, favorendo la salute, la longevità, l’armonia psicofisica, un lavoro di evoluzione interiore, e la possibilità di praticare fino a tarda età, senza dover appendere le scarpe al chiodo, perché esaurita l’energia vitale, e quindi non più in grado di sostenere lo sforzo.


Naturalmente quanto appena descritto è il frutto di millenni di osservazioni mediche e pratiche da parte delle culture e medicine orientali. Con questo non sto affermando che tutti dovrebbero smettere di praticare quello che stanno facendo, ma è quello di aumentare la sensibilità e consapevolezza delle persone a ritornare ad un modus vivendi meno di corsa, con meno conflitti interni ed esterni, che si armonizzi con la natura, ricordandosi di nutrire anche la propria interiorità. E così facendo si vivrà una vita più lunga, piena, e in pace.


Buona Vita

Vaccari marco

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