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IL LATO NASCOSTO DELLE ARTI MARZIALI... "LA VIA CHE CONDUCE A SCOPRIRE SÉ STESSI"

Aggiornamento: 13 nov 2020


Quando si parla di arti marziali, molte persone le collegano a qualcosa che ha a che fare con il combattimento, con la difesa personale, con la violenza, la sfida, o come un modo di prevaricare e sconfiggere un avversario. Ma questa è soltanto la punta dell’iceberg… Sotto la superficie c’è molto di più… La cosa che non si riesce a vedere perché ci si ferma il più delle volte in superficie e che la stragrande maggioranza ignora; è che sono anche una via per la realizzazione e crescita interiore, proprio come lo è lo Yoga o altre discipline simili.


Naturalmente nella pratica ci si può fermare in superficie e praticare esclusivamente a livello marziale, o come allenamento fisico. Anche in questo caso si avranno molti benefici; aumenterà la forza, velocità, elasticità e resistenza. A livello mentale aumenterà la fiducia e la sicurezza personale, e si sarà in grado di difendersi da uno o più aggressori.


Ma esiste anche un legame indissolubile nella pratica, che è il lavoro su di sé, dove principi antichi ancora odierni, possono aiutare il praticante a ritrovare quel luogo di conoscenza, armonia e pace interiore.


Quando si entra nelle profondità di queste arti, ogni esperienza, ogni tecnica, ogni metodo non è solamente un azione fisica, un gesto atletico, ma diventa un momento di scoperta del proprio mondo interiore. Ci si rende sempre più conto che movimenti apparentemente tecnici e meccanici, nascondono un linguaggio segreto che mette in comunicazione costante con il nostro essere più profondo.


Questo lavoro ai più sconosciuto di queste arti, pone l’accento sul respiro e sull'energia interiore, e il modo di incrementarla, favorendo non solo più energia psico-fisica, più resistenza e forza, ma anche più salute, longevità, benessere generale e pace interiore. Con l’allenamento si sviluppa una consapevolezza, del momento presente, che permette di non farsi distrarre e condizionare da situazioni ed eventi esterni, ma rimanere centrati, senza perdere di vista tutto il resto, sviluppando una visione d’insieme, un’attenzione divisa, che permette di essere nel mondo, “interagendo con esso”, senza dimenticare sé stessi, “senza farsi condizionare dalla pazzia collettiva”.


In questo percorso, ognuno a seconda del suo grado di comprensione ed evoluzione interiore, va a toccare e trasformare paure, istinti primordiali come rabbia, risentimento, preoccupazione, aggressività, giudizio. Sviluppa autostima, responsabilità personale, rispetto per sé stessi e per gli altri, e coerenza nel modo di essere. Impara a riconoscere quello che è centrale da quello che è periferico, attuando scelte consapevoli adatte alla situazione in cui si trova. Sviluppa un senso della bellezza, armonia, perfezione del gesto e del rituale, che non è puramente estetica, ma dalla comprensione che è un nutrimento per la propria anima (se si vede una cosa bella, armonica, questa lascia sempre qualcosa di positivo dentro di noi, al contrario quando si vede o si fa qualche cosa senza amore e presenza, si rimane sempre vuoti dentro).


Attraverso l’allenamento e osservazione costante, la mente del praticante viene pian piano, trasformata e de-condizionata da programmi (dogmi, credenze, condizionamenti limitanti, che sono stati impiantati e accettati come veri fin dalla più tenera età), imparando a fidarsi della propria esperienza diretta, da una visione d’insieme delle cose e dal proprio sentire interiore.


Anche se a questo percorso possono avvicinarsi tutti, non è per tutti. Non perché serve una fisiologia particolare (a volte anche chi ha un fisico predisposto, non è in grado di continuare il percorso), ma perché serve coraggio (dalla radice “COR” che significa fare le cose col cuore); non il coraggio nel senso comune del termine, ma quel coraggio che permette di guardare in faccia i propri demoni, senza scappare, riuscendo ad affrontarli e trasformarli in nutrimento per la propria essenza. Serve quel coraggio che rende consapevoli che quello che si sta facendo è un percorso che si percorre da soli. Nessuno può farlo al posto nostro.


Questa è la via dove attraverso l’autodisciplina, l’esperienza diretta, la passione per la vita, e l'auto osservazione, si sviluppa un’intensità nel sentire, una consapevolezza, una comprensione ed amore di un altro livello.

Buona Vita

Marco Vaccari

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