Quella cosa che definiamo Vita
- Vaccari Marco

- 30 set 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 13 nov 2020
Apro questo post con le parole di un brano di Renato Zero “Amico Assoluto”
Non meritiamo la felicità, insoddisfatti sempre la vita se c'è è una stagione qualunque. Riposa sogno, non svelarti più non puoi bruciarti anche tu La rabbia oramai ha chiuso gli occhi e la mente.
La vita considerata normale per la stragrande maggioranza degli esseri umani è questa:
Si dorme, ci si alza, si va al lavoro, si ritorna a casa, si ritorna a dormire, e nel mezzo di tutto questo si mangia, si svolgono le funzioni corporee, si pagano le tasse , si va in ferie, ci si sposa, si allevano figli, si aspetta che i figli diventino grandi e la pensione, per poter essere liberi di fare quello che non si è mai fatto prima, ma poi per molti dopo essere arrivati alla pensione, a quel tanto agognato giorno si ammalano, perché non hanno più uno scopo, e muoiono senza aver fatto la vita che volevano..
A dire la verità la stragrande maggioranza degli esseri umani ha incominciato a morire dentro già da tanto tempo, perché vivono una vita che non amano, una vita fatta di doveri, dove il piacere è visto come un demone da distruggere, perché è stato insegnato che per guadagnare il regno dei cieli si deve soffrire, che fin da appena nati si è peccatori e si hanno già debiti con qualcuno. E così si vive una vita credendo di non essere all’altezza, di non valere, di non meritare. Si è imparato dalla religione, dall’educazione, dalla politica, e anche da quello in cui si è voluto credere, che il mondo è più importante della singola persona, che bisogna pensare agli altri prima che a se stessi, e così fin dalla più tenera età si impara a negare se stessi, continuando a vivere una vita meccanica, addormentati, privi di entusiasmo e amore verso di sé, con i soliti percorsi mentali che costringono a vivere come un robot programmato dal mondo; sempre di corsa, sempre arrabbiato, con la paura costante di non riuscire a soddisfare gli standard e i bisogni che altri hanno imposto. Perché nel caso si incominciasse a farsi domande e a non seguire più i dogmi e la massa, si verrebbe etichettati come diversi, giudicati, esclusi dal mondo perché si darebbe fastidio, e perché si istigherebbero gli altri a pensare con la propria testa. E allora piuttosto che rimanere soli, ci si adegua a tutti e a tutto, ignorando il messaggio della propria anima. Così si sopravvive in un mondo fatto di condizionamenti passati, paure per il futuro, e rimpianti, vivendo una vita che non è la propria, aspettando senza fare nulla, che il domani vada meglio, o che qualche miracolo divino faccia qualcosa per cambiare la situazione, perdendosi così l’unica cosa veramente importante (IL MOMENTO PRESENTE) ovvero perdendo l’occasione di vivere la vita pienamente.
Guardati attorno e osserva senza giudicare le persone; quanti visi sereni vedi, quante persone ti danno la sensazione di apertura, energia e positività. Se la stragrande maggioranza che vedi è pensierosa, preoccupata, arrabbiata, tesa, depressa, triste, vuol dire che la maggior parte di loro sta vivendo una vita che non è la propria. Ma la cosa più importante com’è il tuo stato d’animo? Sei fra quelli sereni o…
Con questo non ti sto spingendo all’egoismo e all’egocentrismo, anzi ... ti sto solo ricordando che anche tu sei importante al pari di tutti gli altri.
Come fai ad amare un altro se non hai amore per te, come fai a dissetare qualcuno, se non hai acqua nemmeno per te!!!
Ricomincia da te, diventa centrale nella tua vita, e vedrai che il resto accadrà spontaneamente, senza dogmi, credenze, o convinzioni, ma con un movimento naturale di tutto il tuo essere.
Cosa fare allora, da dove cominciare? Esiste sempre una via d’uscita …
Ed è quella di disimparare tutto quello che si è imparato e creduto fino ad ora, occorre fare una rivoluzione dentro di se, lasciando andare tutto quello che impedisce di vivere pienamente, tutto quello che ci condiziona, tutti i dogmi imposti e autoimposti, occorre prendersi la piena responsabilità di se stessi e aprirsi a una nuova comprensione, a nuovi punti di vista, a nuovi percorsi, e se non ci sono nuovi percorsi avere il coraggio di tracciarli da soli (coraggio; se dividiamo la parola troveremo all’inizio COR.: ovvero fare le cose col cuore).
Ricorda costantemente che il destino non è stato ancora scritto, perché sono le nostre scelte che lo influenzano.
Se senti che nella tua vita c’è qualcosa che non va, qualcosa che impedisce di viverla pienamente, e sei disposto a metterti in gioco, per riappropriarti della tua vita…

Buona Vita
Vaccari Marco






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