Conosci te stesso parte 2 (conoscenza, tempo, energia)
- Vaccari Marco

- 4 ott 2019
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 13 nov 2020
Quando ci si rende conto nel profondo del cuore (presa di coscienza), che la vita che si sta vivendo non è una vita appassionata, si incomincia ad avere interiormente una sensazione che non si era mai provata prima.
Questa sensazione nelle scuole antiche si chiamava: “Orrore di sé”. Quella presa di coscienza; quella piccola illuminazione, porta a farsi delle domande:
DA DOVE COMINCIare!!!
Per cominciare un lavoro qualsiasi ma specialmente un lavoro su di sé, all’inizio bisogna mettere in conto che servono almeno 3 condizioni:
conoscenza, tempo, ed energia… (nel lavoro su di sé nulla può essere regalato)
Conoscenza: Raccogliere informazioni
Tempo: Per raccogliere informazioni e metabolizzarle servirà del tempo. Ma solo quando si saranno metabolizzate le informazioni si potrà dire di conoscerle.
Energia: Si avrà bisogno di energia in più.
Colui che desidera la conoscenza, deve compiere da solo lo sforzo iniziale, per trovare la sorgente ed avvicinarsi, usando aiuti e vie che sono a disposizione di tutti, ma che la maggior parte non desidera né vedere né riconoscere. “La conoscenza non arriva da sola, se da soli non ci si sforza". (aiutati che il ciel t’aiuta)
Per conoscersi occorre raccogliere informazioni sul funzionamento personale (osservarsi), senza nessun tentativo di cambiarsi, focalizzandosi sulla reale conoscenza di sé stessi, senza fantasticare sulle proprie capacità. La conoscenza di sé stessi va dalle osservazioni di abitudini corporee, alle reazioni emotive e modelli intellettuali.
"Occorre scoprire quello che noi realmente siamo non quello che fingiamo o crediamo di essere”
Conoscenza e tempo vanno a braccetto, perché per acquisire conoscenza/informazioni, serve tempo, che per ognuno è diverso, a seconda del grado di sviluppo personale.
Per avere più tempo occorrerà liberare spazio, fare delle scelte; scartando tutto quello che non è utile al raggiungimento del proprio obbiettivo…
Per scegliere cosa scartare e cosa tenere, servirà la giusta motivazione/passione verso l’obbiettivo prefissato.
Quando si ama veramente una cosa, trovi sempre il tempo per farla.
Per riuscire a fare qualche altra cosa oltre che il solito tram-tram, servirà energia in più. Se non si avrà energia in più non si potrà fare altro che vivere la solita vita meccanica (mangiare, dormire, andare a lavorare, riprodursi, funzioni corporee, pensare ecc.)
È fondamentale pertanto un risparmio energetico, scegliendo di evitare tutto quello che consuma energia per nulla e ci allontana dall'obbiettivo.
Ma che cos'è che fa consumare energia?
- Vagare nell'immaginazione negativa, dialogo interno della mente
- Emozioni negative (fastidio, rabbia, invidia, senso di impotenza, paura, senso di colpa, frustrazione ecc.)
- Prendere sempre le cose in modo personale, fare supposizioni, dare per scontate le cose
- Essere costantemente sulla difensiva (difendere ad oltranza il proprio punto di vista, e quindi la propria personalità)
- Giudicarsi – non Accettarsi – Lamentarsi – Piangersi addosso
- Fare una cosa e pensarne un'altra – mancanza di consapevolezza per quello che si sta facendo
- Postura
- Scarsa respirazione
- Mal funzionamento organico
- Scarso riposo
- Alimentazione scorretta – acqua
- Mancanza di esercizio fisico
- Contrazioni muscolari involontarie
Dopo aver elencato e individuato le cose che disperdono l’energia vitale si può attuare un programma di risparmio energetico, partendo dalla parte più semplice “tra virgolette” (perché è quella che si riesce a vedere e accorgersi meglio rispetto alla mente), ovvero il risparmio energetico attraverso il corpo. Perché come disse qualcuno "la mente mente il corpo no".

Buona vita
Vaccari Marco






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