Il nostro atteggiamento interiore influenza quello che si sperimenta esteriormente.
- Vaccari Marco

- 30 set 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 13 nov 2020
Molti forse non sanno che l’atteggiamento interiore influenza continuamente quello che si sperimenta esteriormente. Naturalmente non quello che si pensa di essere, ma quello che si è in profondità.
Alcuni esempi che sicuramente molti avranno sperimentato…
Se ci si alza arrabbiati per qualsiasi motivo, sembra impossibile che tutto attorno quel giorno riesca a farci arrabbiare ancora dipiù!
Persone che si sentono continuamente sfortunate, e caso strano sembra che capitino tutte a loro!
Si è agitati perché si ha fretta di arrivare in un posto, e sembra impossibile trovare sempre qualcuno o qualcosa in strada che ci rallenta “Trattore, ingorgo…”, mentre quando non si ha fretta si arriva sempre con largo anticipo perché la strada è scorrevole. Quando si ha paura di urtare una zona del corpo che fa male, inevitabilmente ci si sbatte contro. E così via…
La vita ci comunica costantemente: “che il nostro atteggiamento interiore influenza quello che si sperimenta esteriormente”.
Questo vale anche per le aggressioni.
Cosa rende una vittima potenziale?
Ecco alcuni atteggiamenti che mettono nella condizione che possa accadere un’aggressione:
- Quando si ha paura di essere aggrediti, stuprati, derubati… - Quando si ha semplicemente paura che possa succedere qualcosa. - Quando non si ha autostima e quindi ci si sottovaluta, perché si crede di non essere all’altezza, di non valere. - Quando si ha un atteggiamento sottomesso (spalle incurvate, testa bassa sguardo verso terra, voce debole).
- Quando si è distratti. - Quando si reagisce alle provocazioni verbali con violenza.
Cosa guarda un aggressore, come fa a sapere se si è una potenziale vittima?
Chi aggredisce di solito è una persona molto attenta, scaltra, osservatrice, che non si fa scrupoli. Quindi prima di aggredire sonda il terreno osservando la potenziale vittima valutando:
-Postura - Modo di camminare - Modo di parlare - Modo di guardare - Se si è attenti o distratti - Se si è da soli o in compagnia, o se ci sono altre persone nei paraggi.
In tutte le forme di violenza, dall’aggressione per rapina, all’aggressione sessuale, dal bullismo, al mobbing, l’aggressione psicologica sul posto di lavoro, la vittima è il soggetto più debole, non tanto fisicamente, quanto caratterialmente. Un aggressore cerca una vittima e cerca una persona debole, paurosa, insicura, distratta.
Cosa fare allora?
Se vuoi approfondire, Il centro DOJO propone il corso di difesa personale (WINNING “vincere dentro per vincere fuori”), che non è il solito corso dove vengono insegnate le tecniche di difesa, ma un percorso, che aiuterà il praticante a trasformare l’atteggiamento negativo in vincente.
Nel corso verranno dati strumenti necessari per prevenire e nel caso estremo affrontare, situazioni di aggressione non solo fisica ma anche verbale, e strumenti per lo sviluppo personale.
Il metodo si basa su un unico principio e cioè che per poter essere in armonia ed efficaci con il mondo esteriore, occorre prima essere in armonia ed efficaci con il mondo interiore. Perciò se si vuole veramente essere in grado di difendersi e avere la meglio su un aggressore, si deve prima avere la meglio su sé stessi, trasformando e superando i limiti, le paure, convinzioni e condizionamenti che imprigionano e impediscono di esprimere il meglio di sé.
Nel corso si svolgerà un lavoro pratico e teorico. Alcuni argomenti trattati:
- Imparare a conoscere sé stessi
- Tipologie e Psicologia di un aggressore
- Come mai si viene aggrediti – Atteggiamento personale
- Linguaggio corporeo – comunicazione non verbale
- Forme di violenza
- Situazioni di scontro
- Fasi di un’aggressione
- Prevenzione
- Cosa fare in caso di aggressione
- Preparazione fisica e tecnica

Buona Vita
Vaccari Marco



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